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sviluppo regionale

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Uso dell'acqua e salvaguardia ambientale e della biodiversità nei bacini di Adda, Mera, Poschiavino e Inn
 

Conferenza stampa presso il Centro Ittiogenico di Faedo sul primo anno di attività del progetto interreg Ecoidro

4/05/2010

Il progetto ECOIDRO chiude il primo anno di attività con la conferenza stampa tenuta martedì 27 aprile u.s. dalla Provincia di Sondrio presso il Centro Ittiogenico di Faedo (SO), di proprietà dell’Unione Pesca Sportiva della Provincia di Sondrio.

All’incontro hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni provinciali italiane, partner italiani e svizzeri aderenti al progetto e A2A in rappresentanza delle Società Idroelettriche, sponsor dell’iniziativa.

Ha introdotto i lavori, in rappresentanza della Provincia di Sondrio capofila del progetto, l’Assessore Salvatore Vitali, il quale ha precisato che il progetto Interreg Italia – Svizzera: “Uso dell’acqua e salvaguardia ambientale e della biodiversità nei bacini di Adda, Mera, Poschiavino e Inn” (ECOIDRO), rientrante nel Programma di Cooperazione Territoriale Italia-Svizzera 2007-2013, ha una durata triennale e punta alla salvaguardia ed al miglioramento della qualità degli ambienti acquatici, sostenendo la biodiversità e promuovendo interventi di compatibilizzazione ambientale del sistema idroelettrico.
Inoltre ha esposto i costi del progetto per il quale si prevede una spesa pari a 1.624.656,25 Euro finanziata mediante fondi FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale), fondi nazionali (Fondo di Rotazione ex lege 183/87) e attraverso una quota di autofinanziamento da parte degli Enti e delle Società coinvolti.

Il Dott. Daniele Moroni, responsabile del progetto Ecoidro, ha presentato il primo anno di attività, illustrando brevemente le 11 azioni in cui si articola il progetto.
Al progetto partecipano, oltre alla Provincia in veste di capofila, la Regione Valposchiavo in qualità di partner svizzero, STER di Sondrio, Parco delle Orobie Valtellinesi, Università degli Studi dell’Insubria, Blu Progetti, Politec, IREALP e Unione Pesca Sportiva di Sondrio, quali partner italiani responsabili di una o più azioni di progetto, ed infine le quattro Società Idroelettriche operanti sul territorio, A2A, EDISON, EDIPOWER ed ENEL, quali sponsor.

Il principale obiettivo raggiunto in questo primo anno di progetto è stato senza dubbio l’ottimo risultato ottenuto nell’ambito dell’azione 3, attraverso le operazioni di svaso dei bacini idroelettrici, effettuate grazie ad una stretta collaborazione e sinergia tra il gestore degli invasi stessi, A2A, l’Unione Pesca Sportiva e gli Enti preposti al monitoraggio dello svolgimento delle manovre.

Il presidente dell’Unione Pesca Sportiva, Valter Bianchini, ha sottolineato come le attività di svaso dei bacini di Sernio lo scorso anno e Cancano nei mesi di marzo e aprile 2010 siano state possibili grazie alla duttilità degli Enti preposti, quali lo STER di Sondrio e la Provincia di Sondrio, nel semplificare e velocizzare le procedure burocratiche.
Tali operazioni, uniche nel loro genere, possono divenire un esempio per il futuro, in quanto la collaborazione fra i soggetti coinvolti ha permesso di ottenere risultati ottimali nel rispetto dell’ambiente fluviale, delle attività di pesca e più in generale dell’immagine della Valtellina.

L’ingegner Ferdinando Bondiolotti di A2A ha evidenziato l’importanza dei risultati che hanno rispecchiato pienamente le previsioni attese. Le attività di fluitazione del sedimento attraverso operazioni di svaso dei bacini idroelettrici, possono comportare effetti negativi sull’ecosistema fluviale: a Cancano le operazioni sono state mitigate convogliando le acque in Val Pola dove è stata predisposta una tura, che ha permesso l’abbattimento delle concentrazioni dei solidi sospesi in Adda attraverso l’impiego di una vasca di decantazione che ha trattenuto il limo. A valle del tratto fluviale interessato dalle manovre i rilievi effettuati da ARPA hanno sempre evidenziato concentrazioni di sedimento inferiori ai limiti prefissati e quindi considerate tollerabili per la fauna ittica.

Regione Lombardia, Sede Territoriale di Sondrio, ha autorizzato tutte le operazioni in modo coordinato, d’intesa con la Provincia di Sondrio ed in linea diretta con il gestore dei bacini idroelettrici coinvolti nella sperimentazione.
Silvio D’Aschieri, funzionario dello STER di Sondrio ha sottolineato che, contestualmente allo svolgersi delle operazioni di Cancano, sono state consentite anche le attività di svaso legate al bacino della Val Grosina limitando la durata complessiva dei lavori e di conseguenza gli effetti sui tratti fluviali interessati.

Prossima attività a carico di STER di Sondrio, sempre all’interno del progetto Ecoidro, riguarderà la realizzazione delle opere di difesa idraulica sul torrente Lovero: per tale intervento STER ha stipulato una convenzione con la Comunità Montana della Valchiavenna, al fine di realizzare l’azione 4 di progetto.

Anche l’Unione Pesca Sportiva ha avviato con successo le attività di cui è responsabile, relative alle azioni 6 e 7 di Ecoidro. In particolare, Giorgio Lanzi, responsabile dell’Unione Pesca Sportiva, ha esposto l’intervento teso a ricreare un corridoio biologico e ripristinare l’habitat fluviale; il progetto prevede la risagomatura di dodici briglie presenti nel tratto del fiume Adda tra Sernio e Tirano e verrà realizzato il prossimo autunno.

L’incontro è stato anche l’occasione per visitare il Centro Ittiogenico di Faedo (SO), dove è intensa l’attività di riproduzione e allevamento di salmonidi e timallidi e in particolare la trota fario (Salmo trutta trutta) specie più abbondante e rappresentativa, la trota marmorata (Salmo trutta marmoratus) e il temolo (Thymallus, thymallus). La struttura, operativa dal 2007 e costata 2.500.000 Euro, è stata finanziata per il 70% dai proventi delle licenze di pesca e per il restante 30% da Regione Lombardia e dal Servizio Pesca della Provincia di Sondrio.
La qualità genetica degli esemplari presenti nel Centro attualmente non trova paragoni in strutture simili; anche in termini di quantità il centro accoglie un numero considerevole di esemplari che apportano un valore aggiunto stimabile intorno ai 750.000 Euro.

L’impianto si estende su una superficie di 6.400 metri quadrati ed è costituito da due fabbricati per la riproduzione del pesce e da un gruppo di vasche esterne per la stabulazione e l’accrescimento. L’acqua utilizzata viene in parte captata dal torrente Venina attraverso un canale di derivazione e in parte pescata da una falda acquifera sotterranea attraverso un sistema di pompaggio: in ingresso viene filtrata da una vasca longitudinale a monte dell’impianto per poi essere distribuita a cascata nelle 24 vasche in relazione alle differenti esigenze delle specie allevate.
Le due strutture coperte costituiscono gli incubatoi dove sono collocate vasche rettangolari per la schiusa delle uova e vasche rotonde per l’accrescimento.

Le operazioni di immissione in natura avvengono quando i soggetti raggiungono i 5 – 6 centimetri di taglia e solamente nei corpi idrici che presentano le caratteristiche ottimali per garantire la sopravvivenza degli esemplari.

La visita si è conclusa con l’intervento del Dr. Pierpaolo Gibertoni, Veterinario Ittiologo collaboratore dell’Unione Pesca Sportiva, il quale ha sottolineato l’esclusività degli habitat fluviali e del patrimonio biologico della provincia di Sondrio e del Canton Grigioni, che in pochi chilometri quadrati ospitano 4 tipi di Trota Fario: la Danubiana, la Baltico, la Mediterranea e la Marmorata.
La specie più rappresentativa delle nostre acque è la Trota Fario mediterranea che popola le acque fluviali del fondovalle e quelle dei piccoli torrenti, anche a quote elevate. Nelle acque del fondovalle sono presenti anche la Trota Marmorata ed il Temolo. Il Dr. Gibertoni ha inoltre evidenziato il valore conservazionistico dei ceppi autoctoni che, essendosi selezionati localmente, possono mostrare grande capacità di adattamento alle difficili condizioni dei torrenti alpini, determinate dalle sensibili variazioni stagionali delle portate. Il materiale ittico riprodotto presso il Centro Ittiogenico dell’Unione Pesca Sportiva verrà immesso sia in torrenti e fiumi della provincia di Sondrio, sia in quelli della confinante Regione Valposchiavo.

 
 
 
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