FESR
Fondo europeo di
sviluppo regionale

Programma di cooperazione transfrontaliera
Italia Svizzera
2007 - 2013
Le opportunità
non hanno confini

 
 
Uso dell'acqua e salvaguardia ambientale e della biodiversità nei bacini di Adda, Mera, Poschiavino e Inn
 

Bacino idrografico del fiume Adda

visione allargata della cartina dei bacini

Il bacino dell'Adda, con una superficie complessiva di circa 7.927 km2, si estende in territorio italiano per il 94% e per il rimanente 6% in territorio elvetico.

La parte italiana del bacino interessa il settore montano per l’81% e la pianura per il 19%, rappresentando l’11% della superficie complessiva del bacino del fiume Po.

Il bacino imbrifero dell’Adda si compone dei seguenti sottobacini:

  • Adda sopralacuale (Valtellina e Valchiavenna)
  • Lago di Como
  • Adda sottolacuale
  • Brembo
  • Serio


Il bacino sopralacuale è a sua volta suddiviso in due sottobacini dove i rispettivi corsi d’acqua principali rappresentano la struttura primaria del reticolo idrografico del territorio in esame:

  • bacino dell’Adda (2646 Km2)
  • bacino del fiume Mera (757 Km2)


Il bacino dell’Adda, caratterizzato da un andamento longitudinale Est-Ovest dovuto alla presenza di una  porzione di faglia identificata come “Linea Insubrica” o “Linea del Tonale”, divide le principali strutture orografiche del territorio: le Alpi Retiche a Nord dalle Alpi Orobie e dalle Prealpi a Sud.
L’Adda ha origine in prossimità del passo dell’Alpisella nel Parco nazionale dello Stelvio a circa 2100 m s.l.m. e percorre 313 km attraverso la Valtellina per confluire nel lago di Como.

Nei primo tratto fino a Sondalo il fiume scorre in direzione Nord-Sud per poi modificare direzione secondo la direttrice NordEst-SudOvest nel tratto fra Sondalo e Tirano. L’alveo è incanalato in un tracciato profondamente inciso, geologicamente poco evoluto, con scarse tracce di morfologia glaciale ed il corso d’acqua scorre a carattere torrentizio.

Oltrepassato l’abitato di Tirano, l’Adda  assume direzione Est-Ovest e attraversa tutto il fondovalle fino al lago di Como con un andamento sostanzialmente rettilineo o debolmente sinuoso, caratterizzato da un breve tratto a meandri in prossimità di Dubino.
Gli affluenti secondari sono numerosi e scendono rapidamente a valle in direzione quasi ortogonale all’asta del fiume principale. Presentano generalmente caratteristiche tipiche dei torrenti alpini e quasi tutti, nel tratto terminale, attraversano i rispettivi conoidi di deiezione, prima di confluire nell’Adda.

Si evidenziano in destra orografica i torrenti Viola, Poschiavino, Mallero, Masino e in sinistra orografica i torrenti Frodolfo, Tartano, Madrasco, Venina, Bitto.
Nella porzione sopralacuale del bacino dell’Adda, dall’inizio del secolo, sono state realizzate numerose opere di sfruttamento della risorsa idrica, che ad oggi costituiscono un complesso sistema di invasi artificiali per la produzione di energia idroelettrica.

I laghi di Cancano e S. Giacomo, situati a monte di Tirano, rappresentano i serbatoi di massima capacità di invaso, mentre tra Grosio e Tirano si rilevano i serbatoi di Fusino, Vasche, Nedrin e Sernio. A valle di Tirano, fino alla confluenza al lago, in destra idrografica sono presenti i due grossi invasi di Campo Moro e Alpe Gera localizzati nel bacino del Mallero e i serbatoi di minore capacità di Pirola e Palù. In sinistra idrografica sono concentrati numerosi invasi nei bacini del torrente Belviso e del torrente Venina quali: lago di Frera, Ganda, Lago Venina, Scais, Lago di Mezzo, Forni. Più a valle, ancora in sinistra idrografica, nel bacino del torrente Tartano è localizzato il serbatoio di Colombera, mentre nel bacino del torrente Bitto si osservano i laghi Inferno, Trona e Pescegallo.
La quantità e la consistenza della portata degli invasi è tale da determinare, oltre che una particolare caratterizzazione del sistema idrografico dell’area, alcune relazioni degli stessi con il regime idrologico naturale delle aste fluviali e torrentizie e con fenomeni di dissesto idraulico e idrogeologico.

 
 
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